Brigata Alpina Taurinense
3° Reggimento Alpini

06 marzo 2009
A Kabul inaugurato primo pozzo del progetto ''pozzi di pace''

Nel distretto rurale di Chahar Asyab, è stato inaugurato il primo pozzo del progetto di cooperazione civile-militare “Pozzi di Pace”, che sarà in seguito completato dal progetto “Un fiume di solidarietà”.
“Pozzi di Pace” prevede la costruzione di 14 pozzi che andranno direttamente a sanare il fabbisogno di oltre 400 famiglie dei villaggi del distretto ed alcune infrastrutture primarie come la Scuola di Malaly Shahid. Inoltre, la costruzione dei pozzi permetterà un sensibile miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie ad oltre 10 mila abitanti ed una riduzione del peso dell’approvvigionamento dell’acqua stessa, che in molte occasioni è compito di donne e bambini.
Integrato al progetto “Pozzi di Pace” è nato il progetto “Un fiume di solidarietà”. Il distretto rurale, nel corso degli ultimi decenni, ha subito un graduale deterioramento delle vie di irrigazione dei campi, principale fonte di sostentamento della zona. Per questo motivo con il progetto “Un fiume di solidarietà” verranno ristrutturati e resi efficienti alcuni canali di irrigazione. L’utilizzo di questi nuovi canali permetterà, alla conclusione dei lavori, un ampliamento delle aree coltivabili di circa un terzo rispetto a quelle attualmente utilizzate.
Il Colonnello Lucio Gatti, Comandante del Contingente Italiano a Kabul, durante la cerimonia di inaugurazione, ha sottolineato che questi progetti sono una significativa occasione per tutto il distretto e per la sua economia ed aiuteranno i più giovani a crescere in una terra di prosperità, democrazia e legalità.
Dopo la cerimonia, agli abitanti intervenuti sono stati consegnati 300 sacchi contenenti capi di vestiario per far fronte alle necessità di coloro che vivono con i soli indumenti che quotidianamente indossano.

0624 febbraio 2009
Il contingente italiano a Kabul torna alla clinica Belluno-Kabul per aiutare gli indigenti

Nell’area cittadina della Capitale in cui opera il Contingente italiano, nella zona Sud-Ovest di Kabul, la cellula CIMIC del Contingente, in coordinamento con le autorità locali e le forze della Polizia e dell’Esercito, ha donato più di 50 Kg di viveri a oltre 400 bisognosi.
L’attività, che ha avuto luogo all’interno della Clinica Belluno-Kabul, il centro medico costruito dal Contingente italiano ed inaugurato lo scorso anno, si è svolta in una perfetta integrazione, a testimonianza del successo dell’opera di addestramento ed insegnamento che i militari Italiani hanno svolto negli ultimi mesi a favore dell’Esercito e della Polizia.
Molto soddisfatte di tutta l’attività anche le autorità locali che hanno ringraziato il Colonnello Lucio Gatti, comandante del Contingente italiano a Kabul, per quanto fanno con continuità i militari italiani, che dimostrano di non abbandonare mai la popolazione e di essere sempre attenti alle problematiche che affliggono le proprie aree di competenza.

12 febbraio 2009
Sotto la neve in aiuto alle famiglie di Pashai

Pashai, nel distretto di Paghman, circa venti chilometri ad ovest della Capitale Afgana è una zona prettamente rurale, con oltre 3000 famiglie che vivono in numerosi villaggi. L'area versa in difficili condizioni per la carestia che ha investito la provincia di Kabul.
Le autorità locali hanno chiesto l’intervento del Contingente italiano e del 3° reggimento alpini, che ne rappresenta la struttura principale, per ottenere viveri per almeno 300 famiglie.
Gli alpini si sono recati a Pashai, supportati da assetti specialistici per la sicurezza, come i nuclei cinofili inquadrati nella compagnia genio del 2° reggimento di Trento, portando generi alimentari che permetteranno a quelle famiglie di avere un pasto garantito per alcune settimane.
Molti gli anziani e le vedove che hanno potuto usufruire del supporto degli alpini della Brigata “Taurinense” che, ormai con regolarità, sviluppa le sue attività coordinandosi con le Forze di sicurezza locali, l’Esercito e Polizia Afghana che, in questo modo, acquisiscono anche le metodologie organizzative legate alle attività di supporto alla popolazione.

02 febbraio 2009
Dall'Italia i cani anti esplosivo per l'Afghanistan

Sabato 31 gennaio alla presenza del Generale Norullah Khan, Comandante del Decimo Dipartimento delle Forze di Sicurezza Afgane e del Colonnello Lucio Gatti, Comandante del Contingente Italiano a Kabul, presso Camp Invicta, si è concluso il 1° Corso di Ricondizionamento di due unità cinofile delle Forze di Sicurezza Afgane, impegnate giornalmente nel compito di proteggere le più alte cariche istituzionali dell’Afghanistan.
A conclusione della prova finale del corso, il Colonnello Gatti ha consegnato ai due team afgani l’attestato di partecipazione al Corso, evidenziando come questo momento addestrativo rappresenti un altro esempio della lunga amicizia e collaborazione tra l’Italia e l’Afghanistan che risale sin dai primi decenni del secolo scorso e continua oggi con l’impegno comune per la ricostruzione del Paese.
Il corso, sviluppato dal Mar. Ord. Rodolfo Gharrad, Comandante delle unità cinofile del Contingente si è articolato su un programma che ha previsto un completo riesame di tutti gli aspetti legati all’impiego delle unità cinofili ed un controllo sanitario da parte dell’Ufficiale Veterinario del Contingente. Dopo i primi giorni necessari per verificare il livello addestrativo di base, si è passati a esaminare le tecniche di ricerca degli esplosivi. Durante questa fase si sono verificate le numerose tecniche di ispezione applicabili nelle differenti situazioni operative: dal controllo di un autoveicolo al quello del terreno, dalla ricerca su edifici sino all’esame su macerie ed opere stradali.
Fly e Rudra sono due pastori tedeschi che alla fine del 2007 sono giunti dall’Italia per essere addestrati e consegnati alle Forze di Sicurezza Afgane. Sotto il controllo delle unità cinofili del Centro Militare Veterinario dell’Esercito di Grosseto presenti nel Contingente, i due cani ed i loro nuovi “conduttori” sono stati addestrati alla ricerca di esplosivo ed al rapporto uomo-cane, fondamentale per rendere al meglio le capacità dell’unità cinofila, e sono entrati in servizio nei primi mesi del 2008.

28 gennaio 2009
Il Contingente italiano a Kabul inaugura i lavori per la casa della Shura nella valle di Musahi

Nel distretto della Valle di Musahi, circa venti chilometri a sud di Kabul, con una breve ma significativa cerimonia, il Contingente italiano a Kabul ha inaugurato i lavori di costruzione di un edificio a favore della Shura. La Shura è il consiglio formato dai rappresentanti dei villaggi della Valle e rappresenta la seconda struttura politica del territorio dopo la figura del Governatore.
Alla cerimonia era presente il Colonnello Lucio Gatti, Comandante del Contingente Italiano a Kabul, oltre il Governatore di Musahi e numerosi membri della Shura che potrà a breve usufruire di un luogo dedicato per le proprie attività istituzionali.
La “Casa della Shura”, interamente finanziata con i fondi a disposizione del Contingente per le attività di Cooperazione Civile-Militare, sarà, come ha sottolineato anche il Col. Gatti nel suo breve discorso, la culla della vita politica e sociale del Distretto dove i suoi organi istituzionali costruiranno il futuro dell’Afghanistan nella pace e nella libertà. Il progetto, coordinato dal Contingente Italiano, sarà sviluppato da aziende locali al fine di supportare contestualmente l’economia nell’area.
Prima della simbolica posa delle pietre da parte delle autorità, è intervenuto anche il Governatore della Valle. Nel suo discorso, rivolto agli oltre 500 abitanti intervenuti per l’occasione, ha voluto ringraziare il Contingente e ricordare l’importante azione di supporto che l’Italia sta sviluppando nella Valle e non solo. Ha ricordato come questo sia un periodo molto difficile a causa della dura carestia che sta colpendo l’area e come l’Esercito Italiano sia sempre presente e disponibile ad aiutare la popolazione della Valle.
Come in ogni occasione pubblica, a sviluppare la cornice di sicurezza hanno preso parte anche i poliziotti del distretto di Musahi, nonché truppe dell’Afghan National Army, attualmente addestrate dall’Esercito Italiano e dai Carabinieri del Contingente. Il coordinamento tra il personale del 3° reggimento alpini e le forze armate e di polizia afgane è oramai costante in tutte le attività sia operative che di supporto alla popolazione.
A conclusione della cerimonia, è stata organizzata anche una consegna di aiuti umanitari alla popolazione. 25 tonnellate di legna sono state consegnate ai rappresentanti di una decina di villaggi per supportare le fasce più povere.
Nella Valle il Contingente Italiano è presente con una una base avanzata da cui il personale opera sia di giorno che di notte asieme alle forze di polizia locali ed alle unità dell’Esercito Afgano per il controllo del territorio, il contrasto alla criminalità ed il supporto alla popolazione.

Venerdì 28 novembre '08 Kabul
Il Contingente nazionale a Kabul distribuisce viveri in vista dell'inverno afgano.

Si è conclusa nel pomeriggio del 27 novembre, nella Valle di Musahi sita circa 30 chilometri a sud di Kabul, un'operazione umanitaria volta a distribuire aiuti umanitari alle fasce più povere della popolazione in vista del rigido inverno afgano.
All’operazione, condotta dai soldati della 1^ Compagnia del Battle Group 3, unità di manovra del Contingente Nazionale su base 3° Reggimento Alpini di Pinerolo, hanno preso parte anche i poliziotti del distretto di Musahi, nonché truppe dell’Afghan National Army, attualmente addestrate dai militari di ITALFOR XIX.
Durante l’operazione gli assetti CIMIC del Contingente hanno distribuito quasi una tonnellata di cibo tra riso, farina, olio, fagioli e zucchero. In totale sono state soddisfatte 100 famiglie tra le più povere della remota zona montagnosa.
Oltre alla distribuzione di aiuti umanitari, sono state effettuate anche alcune visite mediche per la popolazione locale del distretto. Il team medico, composto da medici ed infermieri italiani, ha visitato una quarantina di persone tra uomini, donne e bambini.
Si è trattata della prima di una numerosa serie di attività simili, programmate dal Contingente Nazionale a Kabul, che mirano a raggiungere anche le aree più difficilmente accessibili dell’impervio territorio posto sotto la responsibilità italiana nel settore.
(Cap. FASSERO, Portavoce Cont. Naz. a Kabul)