BENTORNATA, TAURINENSE,
E CONGRATULAZIONI!

 

Per onorare quanti, in uniforme e con grande sacrificio, rappresentano - e bene - l’Italia  all’estero non c’è forse, in Torino, angolo migliore e più ricco di storia nazionale di quello racchiuso tra Palazzo Madama, Palazzo Reale, la Real Chiesa di San Lorenzo e il palazzo della Regione Piemonte. E proprio lì, di fronte al primo Parlamento dell’Italia unita ed al monumento al soldato del Regno di Sardegna, donato a Torino dai milanesi  un secolo e mezzo fa, lunedì 22 settembre il Piemonte, con le sue insegne, ha riaccolto ufficialmente gli Alpini della Taurinense da poco rientrati da Kabul, dopo otto mesi di arduo dovere in missione NATO di peace keeping.

        

A salutare loro ed il loro comandante, gen. Federico Bonato, ed a rendere gli onori alla Bandiera di Guerra del 2° Reggimento Alpini, c’erano il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto  (alpino in congedo anche lui, come il sindaco Sergio Chiamparino che gli stava a lato sul palco delle autorità) ed il presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio.

Il reparto di formazione della Brigata e la fanfara della Taurinense sono stati passati in rassegna dall’on. Crosetto, dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Fabrizio Castagnetti, dal gen. Armando Novelli, comandante le Forze Operative Terrestri e dal gen. Bruno Petti, comandante le Truppe Alpine. In pedana, accanto al palco, il labaro dell’Associazione Nazionale Alpini scortato dal presidente nazionale Corrado Perona e dai consiglieri del 1° Raggruppamento, tra i quali il nostro Mauro Gatti. Sul lato della piazza che guarda verso il Palazzo Reale erano disposti, accanto alle bandiere delle Associazioni d’Arma, i vessilli delle Sezioni ANA del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta con i loro presidenti e moltissimi gagliardetti.

         

Gli indirizzi di saluto ufficiali sono stati brevi e puntuali. Dopo avere ricordato l’intensa attività di sicurezza, realizzata direttamente attraverso il pattugliamento sistematico della regione di competenza e l’istituzione di check point ed, indirettamente, attraverso la formazione e l’addestramento delle forze di sicurezza locali, il gen. Castagnetti ha voluto porre in evidenza, dati alla mano, che gli Alpini della Taurinense in Afghanistan hanno raggiunto “i migliori risultati tra le Forze dell’Alleanza Atlantica  impegnate in quel settore, attraverso un modo di operare tipicamente italiano, fatto di attenzione alle culture locali ed al contesto di riferimento, di sensibilità verso le esigenze più urgenti delle popolazioni del posto, operando sempre senza arroganza” ma con la fermezza, la determinazione e la professionalità indispensabili a chi, oggi, indossa un’uniforme “fuori area” o in Patria. Ed il pensiero di chi ascoltava è corso subito al delicato impegno dell’Esercito Italiano sul territorio metropolitano, in appoggio alle Forze dell’Ordine, per combattere la malavita organizzata - impegno assolto nella nostra città dalle Penne Nere del 32° Guastatori – o, più umilmente, nella battaglia ecologica che la grave emergenza ambientale in Campania ha scatenato dal luglio scorso.

Nell’area attorno a Kabul – ha proseguito - e nelle valli che videro, due anni or sono, il sacrificio del cap. Manuel Fiorito e del mar. capo Luca Polsinelli (l’applauso spontaneo del pubblico ha profondamente commosso i loro famigliari, presenti alla cerimonia), gli Alpini della Taurinense,  in sole trentadue settimane, hanno scovato ed eliminato ben 150 depositi di ordigni esplosivi (che i terroristi impiegano per confezionare i tristemente noti IED, le micidiali trappole-bomba), undici volte di più della media dei mesi precedenti il loro arrivo.

Ma non basta. In campo umanitario, come ha evidenziato anche il gen. Petti, l’attività CIMIC (Civil Military Cooperation) del contingente italiano a Kabul ha reso particolarmente fruttuoso l’impegno economico che cittadini, enti locali e Regione Piemonte hanno sostenuto per integrare i fondi stanziati dal Ministero della Difesa: ora il poliambulatorio che sorge a 45 chilometri ad Ovest della capitale afghana, una struttura sanitaria di secondo livello destinata a servire un’area abitata da oltre sessantamila persone, è una realtà funzionante ed in crescita.

E proprio per premiare l’impegno civico degli Alpini in armi, cui fu affidata, nel corso dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, la complessa gestione tecnica ed il controllo delle delicatissime aree di gara, il presidente Davide Gariglio ha più tardi consegnato al gen. Bruno Petti la più alta onorificenza della Regione Piemonte: il Sigillo d’Oro. Mai assegnata prima d’ora, la decorazione è stata conferita al Comando Truppe Alpine “in considerazione dell’opera particolarmente meritoria prestata dalla Brigata Taurinense e dalla Brigata Julia” in quella occasione. Anche allora, gli Alpini in uniforme dimostrarono – e non è un gioco di parole – che “far bene all’Italia fa bene all’Italia” ed alla sua immagine internazionale. Proprio quello che ora stanno facendo, lassù in Afghanistan, le Penne Nere del 9° Reggimento, comandate dal col. Andrea Mulciri, inquadrate operativamente nel contingente attualmente a guida francese. A loro ed al nuovo Ambasciatore d’Italia a Kabul, Claudio Gläntzer, nell’occasione è giunto, in diretta televisiva dall’Auditorium RAI di Piazza Rossaro dove si svolgeva la cerimonia di consegna, il saluto e l’augurio della nostra città.

 

                                                                                                                                    Adriano ROCCI
(foto di Sebastiano Strano 334 1550484))