(Versi di Corrado Venin) / (Musica di Vitt. Baravalle)
(Arm. P. Prochet)
Sui lucenti e tersi campi
del nevaio sconfinato
sorridenti al nostro fato
noi corriam senza timor.
Noi sappiamo ogni periglio
delle altezze conquistate
e tra nembi e nevicate
raddoppiamo il nostro ardor.
Per chine ripide vertiginose
cantando scivola lo sciator;
de' pini il fremito, l'azzurro cielo
a lui riempiono di gioia il cor.
Quando il sol splende radioso
su per l'erta faticata
o con luce delicata,
a noi l'astro bianco appar.
Allor squilla il nostro riso
come squilla una fanfara,
lieto riso che rischiara,
che de' forti è una virtù.
Per chine ripide vertiginose
agile scivola lo sciator;
nella purissima brezza montana
ritempra l'animo sereno ognor.
Se un nemico corre all'armi
per violare il patrio suolo
fiero, vigile lo stuolo
di noi tutti accorrerà.
Se morrem, morrem da prodi
su nell'alto tra la neve
e la morte sarà lieve
perchè Italia lo vorrà!
Per chine ripide vertiginose
ardito scivola lo sciator
ei move impavido verso la meta
e mai non dubita del suo valor.
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