RIVOLI: FINALMENTE A CASA!

 

Regia di Enzo Misitano e Fortunato Scarfò, accompagnamento musicale della Fanfara MonteNero della Sezione ANA di Torino e del Coro Alpino di Rivoli, interpreti il capogruppo Felice Cumino e gli oltre 260 alpini del Gruppo ANA di Rivoli.

Questo, su un virtuale cartellone, potrebbe essere il cast dell’inaugurazione della nuova sede che “è andata in scena” l’8 luglio scorso nell’accogliente ed affollatissima cornice di Piazza Matteotti.

Davvero “con grande successo di critica e di pubblico”, posto che tra gli ospiti d’onore, sul palco circondato da gente festante, accanto al presidente della Sezione ANA di Torino Giorgio Chiosso c’erano anche il presidente della Provincia  Antonio Saitta, il sindaco della città Guido Tallone, il comandante provinciale dei Carabinieri col. Nardone e l’ispettore capo Sanna della Polizia di Stato .

Appoggiandosi alla vecchia sede di Via Grandi, che per trent’anni ha visto l’attiva presenza delle penne nere, con molto sacrificio economico ed un ragguardevole impegno personale degli alpini (oltre 10mila ore di lavoro volontario donate) il Gruppo ANA di Rivoli si è costruito una casa che, si spera, durerà decenni.

L’ha fatto, come al solito, a modo suo, con un’ottica fortemente orientata al sociale ed alla salvaguardia dei monumenti che sono patrimonio di tutti.

Non a caso, l’Amministrazione comunale – che con gli alpini ha da sempre un feeling particolare - ha voluto offrire a Felice Cumino ed ai suoi alpini l’opportunità di risanare e restaurare una “chicca” secentesca del centro storico di Rivoli, sull’antica via di Francia: l’antico municipio cittadino, per quasi due secoli e mezzo  testimone dei maggiori eventi di un’Italia che andava faticosamente unificandosi sotto l’impulso sabaudo e cresceva in consapevolezza e maturità civile, per giungere pienamente libera alla proclamazione della Repubblica, il 2 giugno 1946.

Un palazzotto con una breve scala, un ampio portone ed un bellissimo balcone dalla “panciuta ringhiera secentista”, per dirla alla maniera di  Guido Gozzano. Un gioiellino della fine del XVII secolo che rischiava di soccombere corroso dal tempo e che la laboriosità degli alpini rivolesi ha salvato per la comunità, ripristinando la funzionalità e l’abitabilità degli oltre 250 metri quadrati articolati su due piani.

Ora gli alpini, dopo oltre ottant’anni dalla nascita del Gruppo, hanno un tetto sicuro in uno degli angoli più suggestivi e meglio frequentati della città vecchia, la Protezione Civile può cominciare a respirare (è stato ricavato anche lo spazio per questa fondamentale componente associativa) e gli ospiti – non infrequenti nei locali del Gruppo ANA di Rivoli - potranno essere accolti con un decoro prima non pensabile.

“Naturalmente”, ha voluto sottolineare Felice Cumino nel suo saluto alle Autorità civili e militari presenti, “gli alpini di Rivoli che hanno sempre avuto le braccia aperte per accogliere la gente e per lavorare per la gente, dal Friuli all’Irpinia alla Russia, spalancano da subito porta e finestre della loro nuova casa per i Rivolesi e per tutti. Con questo stile siamo nati tanti anni fa e con questo stile intendiamo continuare. Come continueremo a collaborare con la benemerita Croce Verde, con l’Associazione Marinai di cui oggi vedo una folta delegazione, con l’Amministrazione cittadina e con le Forze dell’Ordine e le Forze Armate, cui va il nostro costante pensiero ed il nostro ringraziamento”.

A chi non lo rammentasse, un chilometro e mezzo a Nord-Est, sul Corso Susa, sorge la caserma che ora ospita il 1° REMA (Reggimento di Manovra) e che, in anni appena trascorsi ospitò il Battaglione Logistico Taurinense e, ancor prima,  uomini, muli e obici della 40^ Batteria del Gruppo Pinerolo/1° Reggimento Artiglieria da Montagna.

Proprio da quell’angolo di Rivoli, dopo l’alzabandiera e la deposizione di una corona al monumento agli Alpini, si è mossa la lunga sfilata (c’erano anche le penne nere di Rivoli Veronese), aperta dal Gonfalone cittadino, dai vessilli di Torino, Pinerolo, Susa ed Imperia e dalla rappresentanza della Taurinense.

Una sosta in raccoglimento, mentre un altro serto d’alloro veniva deposto ai piedi del monumento ai Caduti di tutte le guerre di Piazza Martiri, e poi su, per le fresche strade in salita di Rivoli vecchia, fino a Piazza Matteotti dove, dopo la Messa al Campo e la Preghiera dell’Alpino letta da un volontario della “nostra” Brigata, il consigliere nazionale dell’ANA Adriano Rocci ha reciso il nastro tricolore.

                                                                                                                                                      A.R.